lunedì 16 novembre 2020

Ciao Ma Lin

Amico e Maestro d’Arte e di vita!

di Nicolina Bianchi 

Ma Lin

Anche se la temevo, la notizia della scomparsa del Maestro, dell’amico Ma Lin, mi ha lasciata disorientata e interdetta, quasi impedendomi di fare o dire alcuna cosa nell’immediato. Ora sta a noi ricordare l'UOMO e non dimenticare il PITTORE e la profonda passione per l’Arte che lo accompagnava. Ma Lin ha rappresentato da sempre una testimonianza forte, di passione profonda per l’arte e di amore dolcissimo per le persone, dai profondi affetti familiari, sua moglie Susanna e sua figlia Angela, a quelli per gli amici più cari, del suo mondo lavorativo, critici, artisti, Direttori di Accademie, poeti, ma anche per quelle persone incontrate per caso o per poco.

Questa “identità” creativa ed umana l’ha accompagnato dagli esordi del suo operare nell’arte, come pittore e come attivo operatore culturale, e da sempre lo ha evidenziato come asse di connessione tra Oriente e Occidente. I suoi studi d’arte iniziati presso l’Accademia d’Arte di Wuhan – Hubei, si sono poi, non a caso perfezionati in Italia, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con il maestro Concetto Pozzati. Il suo impegno nell’arte lo ha subito indirizzato al cambiamento della percezione dell'arte stessa, e in modo diretto e in ogni occasione, sugli aspetti che la connotano come linguaggio e, dunque, come comunicazione tra le parti, tra est e ovest, tra presente e passato, e proprio il suo interrogarsi continuamente sulle proposte del passato lo hanno portato a concretizzare una loro attualizzazione e innovazione.

Comunicare, 2019, acrilico su tavola.
Resteranno con noi per sempre quelle “installazioni su tavola”, così ricche della sua forza pittorica, della sua voglia di comunicare, di coniugare classicità ed avanguardia, di unire popoli e costumi, di intrecciare ideali e culture lo hanno portato a concretizzare una loro attualizzazione e innovazione. Un esperimento riuscito con successo e confermato, non solo dai suoi più recenti lavori, ma anche dalle occasioni di grandi rassegne internazionali, di cui è sempre stato attiva e preziosa presenza come promotore ed anche come apprezzato espositore. E tutto questo ha contribuito a sottolineare il suo desiderio di continui scambi intellettuali e formativi che ha da sempre desiderato non soltanto mantenere, ma anzi rafforzare, tra l’Italia, l’Europa, l’Occidente… e il suo Paese d’origine, la Cina. 

Nei suoi tanti anni di collaborazione con me e con la mia Associazione Culturale SEGNI D’ARTE, da cui è nata una solida amicizia consolidata da reciproca stima ed affetto, Ma Lin ha introdotto sia nei Programmi dell’Associazione che nel concept dell’omonima rivista, la propria personale prospettiva. 

Dialoghi, 2014, installazione (particolare).
L’arte la fa l’artista e la sua conseguente inevitabile sequenza di interpretazioni, pensieri, riflessioni. E il suo approccio, diciamo così, teorico all’arte stessa, non è mai stato avvertito come distaccato dalla pratica, ma come rapporto che lo ha spinto alla continua indagine per la formulazione della propria personale risposta all'eterna domanda: Che cos'è l'Arte?
Ma Lin a questa domanda ha sempre cercato di rispondere attraverso i suoi continui viaggi. Viaggiava ininterrottamente per l’Italia e per il mondo come a cercare un “punto fermo” alle sue incessanti ricerche che lo portavano ad esplorare, a muoversi, a girare, ad arricchirsi di cultura, d’arte, di umanità, come in una sorta di loop dantesco. Ma poi conoscendolo più attentamente… ci si accorgeva che quel “punto fermo” lui non l’ha mai voluto trovare. Avrebbe messo fine alla sua curiosità di uomo. Soprattutto di artista!

Mi viene in mente una riflessione “Si naviga per incontrare isole sconosciute… per scoprire ed apprendere cose nuove e importanti… poi la vita ci dirotta verso altre spiagge: basta un colpo di vento e le vele si piegano, le onde salgono e la barca naufraga e si incaglia… portandosi via l’eterno navigatore”.

A noi piace essere convinti che la vita di Ma Lin, di questo “eterno navigatore”, sia stata una continua e gratificante scoperta. E, su tutto, la scoperta del mistero del corpo. Si è spesso portati a credere al proprio corpo come uno strumento per amare, per correre, per mangiare. Si pensa al corpo con affetto “padronale”. Si ragiona sui sentimenti, sull’anima, sull’astratto e sul loro mistero… Mai però sulla misteriosità del corpo. Invece nel corpo, come nei sentimenti, c’è mistero. E lui, questo mistero lo voleva scoprire attraverso la sua pittura. Dipingeva, volti, braccia robuste e vigorose, pronte ad abbracciare, ma anche a lavorare e a lottare; dipingeva mani e affermava - dipingo mani come fossero parole di un continuo dialogo. Dipingo mani per comunicare, per chiedere, per discutere. Per sentirmi libero! - Dipingeva corpi, che spesso “svuotava”, quasi a volerne a forza scoprire i segreti, e un attimo dopo li riempiva delle sue invenzioni materiche, di colori, di infinita passione. 

2020, ultimo suo dipinto.
Ma dentro di noi c’è fisicamente qualcosa che non si riesce mai a conoscere fino in fondo; qualcosa che non si misura e non si pesa. Ecco il mistero!

Ma Lin credo avesse intuito che il nostro corpo ha un mistero, una sua anima, e quando questo nostro corpo è ferito, il mistero lo aiuta e lo nobilita. 

La grande certezza che ci rasserena è che oggi il Maestro Ma Lin figura tra coloro che i grandi mutamenti e i passaggi evolutivi li hanno creati, diretti e sempre, e comunque vissuti in prima persona. 

Dell’Uomo Ma Lin rimarranno per sempre la memoria, l’affetto, il ricordo.

Del Maestro Ma Lin rimarranno le sue opere e la sua lezione più importante: pensare spesso al grande mistero dell’Arte!  Al grande mistero del Vivere!






Canton, 2012, Ma Lin con il Maestro Sandro Trotti, Ambasciatore dell'arte italiana in Cina.





Ma Lin ad Hangzhou (Cina) visita il Quan Shanshi Art Center, in occasione dell’inaugurazione della Rassegna “Risonanza Cinese”.
Nella foto: Ma Lin con i curatori della Mostra (allestita poi nell’estate dello stesso anno presso il Vittoriano di Roma), il critico d’arte Nicolina Bianchi e Zhang Zuying, S.G. e ricercatore dell'Istituto di Pittura a Olio dell’Accademia Nazionale Cinese. Accanto a lui altri maestri e docenti d'accademia, tra gli altri Quan Shanshi, Zhan Jianjun, Chao Ge.





lunedì 1 ottobre 2018

La condizione umana negli scatti di Schirato

La mostra “Terra Mala” ospite degli stabilimenti di Guna farmaceutici a Milano.

di Renato Sales

Può sembrare un giudizio frettoloso, ma dalle foto del bolognese Stefano Schirato s’intuisce un’indole tormentata e difficile, una personalità complessa e contraddittoria, incline alla dialettica e alla ribellione. Anche le sue teorie sulla fotografia sono un riflesso della sua forza polemica. Schirato della fotografia dice che “… non è interessante la macchina fotografica che si possiede, ma il pensiero che la muove. Fotografo per maturare delle idee - chiarisce - per vivere altre vite, per prendere posizione”. 
Una volta il critico francese Roland Barthes ebbe a dire: “Ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo solo una volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai ripetersi esistenzialmente”. Intendeva dire che una foto fissa, in un breve segmento di pellicola, in una manciata di pixel, una sensazione, uno stato d’animo, che non potranno mai più espandersi liberamente. Anche se potrà apparire presuntuoso, ma non siamo d’accordo!

martedì 10 luglio 2018

Risonanza Cinese

Dal Comunicato stampa di Arthemisia.

Quan Shanshi - Ayiguli, giovane donna tagika 
splendidamente agghindata, 2007 
Olio su tela, cm 102 x 84
In prima assoluta a Roma i grandi capolavori della pittura a olio cinese: oltre 150 opere e 62 artisti raccontano la vita e lo spirito della tradizione pittorica cinese contemporanea. 

Dal 19 luglio al Complesso del Vittoriano - Ala Brasini va in scena Risonanza Cinese, la più importante e ricca mostra di pittura a olio cinese mai allestita a Roma. 

Il Vittoriano torna a ospitare un evento che porta per la prima volta nella Capitale i più rappresentativi maestri cinesi del ‘900, sulla base del rapporto consolidato tra Arthemisia e l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e dopo il grande successo ottenuto nel 2017 dalle rassegne dedicate all’arte contemporanea cinese come la collettiva “Arte e Pace. L'arte contemporanea cinese” e le monografiche “Epos. La lirica della luce” di Chao Ge, “The timeless dance. Beyond the mountains” di Mao Jianhua e “The eternal melody of chubby lady” di Xu Hong Fei. 

domenica 8 aprile 2018

Riflessioni riflesse

Personale dell'artista Luciano Sciommari all'Arte Borgo Gallery di Roma.

di Nicolina Bianchi

Sole d'inverno, 2017, olio su tela, 40x40cm
Un gioco di parole per consacrare, dopo venti anni di assenza da Roma, la nuova sensibilità pittorica e le più attuali riflessioni creative di Luciano Sciommari, in una attuale ed intrigante esperienza espositiva nella sua città d’origine.
Anche in queste più recenti opere l’amore per l’arte è espresso con la stessa intensità di sempre, ma il suo saper leggere i colori e nei colori, il suo intendere i diversificati linguaggi di interpretazione creativa hanno oggi per lui un nuovo carattere.  Sciommari ha avviato con essi uno scambievole rapporto di pensiero e di più moderno sentire, come una nuova percezione visiva della natura.

In questo suo mondo, vissuto da molti anni in mezzo alle meraviglie di un paesaggio che forse soltanto la terra d’Umbria o poche altre può regalare, il pittore riesce a vivere come lontano nello spazio e nel tempo, riesce ad isolarsi, ad osservare, a pensare, e poi a tradurre le sue riflessioni in lirici paesaggi di laghi, di fiumi, di ruscelli, di boschi e sentieri. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Corrado Veneziano sbarca in Cina con la personale “Segni”.

Quaranta tele di dimensioni diverse ribaltano e ricombinano un universo visivo quotidiano di segni, simboli, marchi e codici a barre.

di Paola Pacchiani

Coca Cola per Andy, Olio e acrilico su tela, cm 80 x 50, 2016
Successo di pubblico e critica per la mostra di Corrado Veneziano “Segni”, inaugurata alla Galleria Nazionale di Arte Contemporanea di Lanzhou, in Cina, il 2 settembre scorso e in programma fino al 10 ottobre. 
Esposte - in una delle rare personali allestite presso questo spazio, quaranta tele - metà delle quali di grandi dimensioni, realizzate con colori a olio, acrilico o con tecnica mista. Soggetto dei lavori un universo visivo noto a tutti noi e rappresentato, di volta in volta, da simboli, segni quotidiani, marchi di catene, network commerciali, loghi legati all'economia e all'industria, codici a barre e, non ultime, le grandi tele del ‘500 italiano, così tanto conosciute da risultare anch'esse una sorta di marchio.

giovedì 20 luglio 2017

Epos. Chao Ge, la lirica della luce.

dal Comunicato stampa di Paola Pacchiani.

Il sole, 2001, olio su tela, cm 173x132
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d’Arte in collaborazione con Uniarts, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese.
Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti  di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi
La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare.

giovedì 15 giugno 2017

The Nihility Portrait

Personale dell'artista cinese Liao Pei a Roma.

di Giancarlo Arientoli


Approda a Roma la mostra The Nihility Portrait della giovane artista cinese Liao Pei. Una mostra intensa e introspettiva, "rappresentazione artistica di una teoria filosofica sul tempo, sul sé e sull'immagine", come ci dice la stessa artista. Sono molte le domande alle quali cerca risposte attraverso la sua indagine artistica e che di rimando pone all'osservatore; "Perché esistiamo? Da quando, e quando è nato l'universo? È questa dimensione fisica in cui esistiamo solo un'ombra insignificante di quella virtuale? C'è solo uno specchio tra l'altro Io nel tempo virtuale e il vero Io?". Domande che non sfociano in un pessimismo assoluto ma che trovano, nel fatto stesso di cercare risposte, una via oltre quel nulla esistenzialistico, oltre quell'oblio dell'essere, a cui sembrano condannare l'artista.

domenica 4 giugno 2017

Giovanni Boldini

al Complesso del Vittoriano in Roma.

di Nicolina Bianchi

Signora bionda in abito da sera, 1889 ca,
pastello su carta incollato su tela,
cm 220 x 150
Una certa critica vuole Giovanni Boldini, in mostra all'Ala Brasini nel Complesso del Vittoriano in Roma, “bravo, ma banale”. In realtà il pittore ferrarese, rileva il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini nella sua introduzione al catalogo, “fu artefice di una profonda modernizzazione del linguaggio pittorico” tanto da introdurre un nuovo e originale senso di movimento e dinamismo senza rinunciare alla poesia. Di questo ne era assolutamente certa la scrittrice e poetessa americana Gertrude Stein, grande appassionata d’arte, che continuò a considerare Boldini “il miglior pittore del secolo scorso”.

La storia artistica di Boldini è un susseguirsi d’interferenze, convergenze e remixing, dal suo iniziale soggiorno a Firenze (1864) a contatto con il clima risorgimentale e decisamente innovativo del momento. Punto d’incontro di artisti e letterati europei, infatti,  la capitale toscana è stata sicuramente per Boldini una felice occasione di scambi e di reciproche influenze di stili, di tematiche e nuove tecniche. L’incontro anche con l’aristocrazia toscana e le diversificate collaborazioni con Telemaco Signorini, Gordigiani, Banti, Vito D’Ancona, Fattori e dagli altri pittori del Caffè Michelangelo furono certamente essenziali, ma l’artista ferrarese desiderava aprirsi a più ampie esperienze dell’oltralpe europeo e immergersi al più presto in quel clima Parigino che tanto amò rappresentare (descrivere) nelle sue più importanti capolavori. Senza lasciarsi troppo influenzare dai suoi amici “macchiaioli”, infatti, nel 1867 si trasferisce a Parigi.

mercoledì 31 maggio 2017

Eterni Segni

Personale di Liu Yiyuan al Makemake di Roma.

di Nicolina Bianchi

Eterna via, cm 270 x 135, 2016
Si è conclusa il 27 maggio la splendida personale di Liu Yiyuan presso lo spazio d'arte Makemake di Roma, con un ottimo successo di pubblico, estasiato dal lavoro del maestro cinese.
Dalla poetica realistico-figurativa del primo periodo di studi e di insegnamento, Liu Yiyuan ha dedicato gran parte della sua vita artistica ad una pittura moderna dove l’inchiostro, tecnica legata storicamente alla tradizione orientale, è per lui da molti anni, affermazione di una propria esperienza espressiva ed intellettuale. I luoghi della natura, osservati o romanticamente immaginati, si sono trasformati nel tempo in una dinamica gestuale di un segno che inventa in ogni opera un nuovo significato di un continuo sviluppo creativo.
La sua tematica d’elezione, quella del paesaggio, è interpretata secondo il suo ricco e colto patrimonio di esperienze, ma nasce anche da quella grande energia interiore che alimenta poi tutta la carica emotiva del suo lavoro pittorico.
Le sue forme ed il suo tratto,la sua sensibilità spirituale, fortemente innovativi, raggiungono un inesauribile potere suggestivo e costituiscono la nuova forza della “sua natura”, quella natura che in stretta armonia con la sua personalità, va oltre il significato delle apparenze, verso la percezione dell’eterno, o di ideali fiumi stellati, di vie lattee, di notturni o calde luci di gialli solari, narrati su grandi spazi delle sue “carte di riso”.

giovedì 4 maggio 2017

Totò, il Genio, la Maschera, l'Uomo

A Napoli tre grande mostre per ricordare

di Renato Sales

Compagnia Maresca 1928, Collez. di Domenico
Come si racconta un genio? Un modo credibile per farlo è la mostra “Totò Genio”, che poteva essere allestita solo così come l’hanno pensata il Comune di Napoli, l’Istituto Luce, il Polo Museale della Campania – Palazzo Reale, la RAI, con il contributo di Rai Teche, la Siae e l’Archivio Centrale dello Stato rappresentando il talento sconfinato di Antonio de Curtis in tre distinte rassegne ospiti del Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino), Palazzo Reale e il Convento di San Domenico Maggiore. Il catalogo ufficiale, realizzato da Skira, ha la prefazione di Goffredo Fofi. Solo così è stato possibile rendere omaggio al genio di Totò presentando, come “tasselli di un grande mosaico”, le sue mille implicazioni ed esplicazioni. Curata da Alessandro Nicosia, che ha coordinato anche la direzione generale del progetto, insieme a Vincenzo Mollica, e prodotta da C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare), la rassegna ripercorre “attraverso centinaia di documenti tra fotografie, filmati, costumi di scena, locandine di film, interviste, disegni, riviste e giornali d’epoca, spezzoni cinematografici e televisivi, manoscritti personali, lettere, cimeli e materiale inedito, la vita, l’arte e la grandezza del Principe”. E così, mentre l’esposizione ospite nella Cappella Palatina del Museo Civico di Castel Nuovo celebra il rapporto tra Totò e i grandi della cultura del Novecento, nella sala Dorica di Palazzo Reale si analizza il rapporto tra il grande artista e le arti tirando fuori dal suo mitico baule costumi di scena originali, filmati e installazioni multimediali. Infine, con una lunga sequenza di 250 fotografie, allestita all'interno del Convento di San Domenico Maggiore, si descrive un Totò più “privato”, quello ritratto nei fuoriscena dei suoi film, nei momenti di vita quotidiana, nelle serate mondane e che mostrano le sue passioni, compresa quella per gli animali.

giovedì 27 aprile 2017

I Sentieri dell'Anima.

Luciano Sciommari al Palazzo Comunale di Baschi.

di Nicolina Bianchi

A mia madre, olio su tela, cm 70x100
Questa nuova proposta espositiva di Luciano Sciommari in Umbria, nella città di Baschi, dove storia e tradizione si uniscono in una suggestiva soluzione naturale, ci appare come una nuova scoperta della sua vena pittorica. Un evento, sentimentalmente dedicato a sua madre, che ci racconta della sua coerente evoluzione, in linea con i suoi stati d’animo, con i suoi diversi momenti d’ispirazione, con gli avvenimenti della sua vita. Il suo è un importante viaggio creativo che si concentra da anni nell'essenza della luce e del colore, nel significato di una pittura che segue costantemente le tracce profonde della sua sensibilità di attento osservatore. Sciommari rappresenta davvero l’estensione di quel figurativo romantico che concepisce il mondo e la natura come un immediato e moderno concretizzarsi della percezione delle cose e del paesaggio. Ed è una visione privilegiata quella di cui l’artista dispone per i suoi momenti d’ispirazione, proprio quella stessa visione di verde, di distese di gialli, di caldi riflessi d’azzurro, che hanno incantato i grandi Maestri umbro toscani del Cinquecento ed anche quelli di una importante contemporaneità.

lunedì 20 marzo 2017

Tre civette sul comò. Civettarte.

Alla Casina delle Civette di Villa Torlonia in Roma.

di Manuela Ottaviani

Antonella Cappuccio, Civette, 2016
Il piccolo volatile notturno da sempre è associato al mistero soprattutto a causa dei suoi grandi e penetranti occhi in grado di vedere nell'oscurità, oltre il buio fitto che inesorabilmente ferma il nostro sguardo. Per questa sua capacità era la fedele compagna di Atena e la troviamo in varie raffigurazioni antiche appollaiata sopra il suo elmo da dove scruta il mondo notturno riferendo ciò che vede alla dea che grazie a lei acquisisce una conoscenza profonda e sarà venerata come la più saggia dell’Olimpo.

Il magico potere dello schivo e solitario rapace non  si è mai affievolito nel corso dei secoli conservando intatto  il mistero che da sempre lo avvolge ed agli  inizi del XX secolo il principe Giovanni Torlonia jr, profondo conoscitore del mondo esoterico, decide di costruire in suo onore un villino liberty denominato poi  “Casina delle Civette”  per l’ossessivo ricorrere del tema della civetta nelle decorazioni, nel mobilio, nei capitelli delle colonne ornati con i grandi occhi tipici del volatile notturno e soprattutto per la presenza di una grande vetrata eseguita da Duilio Cambellotti nel 1914 raffigurante  due grandi civette stilizzate tra dei rami d’edera.

sabato 25 febbraio 2017

Art from China. Universe Woman.

Da Pechino a Roma, la creatività contemporanea delle giovani artiste cinesi.

di Nicolina Bianchi

Opera di Li Zi
Li Zi, Bai Ling, Gao Fang, Liao Pei e Wang Yuhan, cinque realtà creative, cinque artiste che propongono, in questa importante mostra nella capitale, la storia del loro attuale linguaggio espressivo. Per loro, un modo di comunicare e confrontarsi con il mondo della contemporaneità culturale ed artistica internazionale, soprattutto occidentale, per noi l’occasione per leggere nelle loro opere la fisionomia artistica di un Oriente giovane che tende costantemente ad allinearsi all'esperienza globale di continui cambiamenti. Lo apprezziamo nelle loro moderne, a volte sofisticate, “figurazioni concettuali”, nelle loro eleganti elaborazioni di segno e colore, nelle singolari installazioni. Li Zi, impagina la narrazione di una umanità, che appare  a volte sofferente, quasi prigioniera in un desiderio di libertà, in una realtà di luci soffuse, di atmosfere metafisiche, di raffinate archeologie in un gioco di ombre, di perfette geometrie sognate come vie di fuga.

giovedì 23 febbraio 2017

Leonardo e il suo Codice

Oltre la storia e il mito, a Roma, Musei Capitolini.

di Nicolina Bianchi

Locandina
Leonardo, con i suoi studi, le sue ricerche, i suoi disegni, le sue essenziali esperienze che hanno precorso e anticipato tutte le moderne logiche del volo e che ci permettono oggi di sorvolare il mondo osservando dall'alto le infinite meraviglie del nostro pianeta, arriva a Roma, ai Musei Capitolini, con una interessante Mostra dedicata al suo Codice del volo degli uccelli
Un intrigante percorso espositivo propone per la prima volta nella Capitale, dal 21 gennaio al 17 aprile, l’originale dell’antico manoscritto che raccoglie il compendio di tutte le sue intuizioni elaborate sull'argomento.

Custodito nella Biblioteca Reale di Torino sin dal 1893, il Codice è un quaderno in cui Leonardo ha scritto, disegnato, illustrato tutti i suoi studi sul volo degli uccelli che era solito osservare quasi ogni giorno, con grande attenzione e ne elaborava una vera e propria teoria grazie alla quale  riuscì a progettare le sue famose macchine volanti. Era, la sua, una rigorosa analisi del volo degli uccelli, una puntuale e scientifica elaborazione di progetti, di appunti, di disegni anche sulla loro fisionomia, sulla resistenza e sulle correnti dell’aria... “Poiché - scriveva - l’ali son più veloci a premer l’aria che l’aria a sfuggire da sotto le ali l’aria si condensa e fa salire l’uccello al moto contrario al moto delle ali”...

lunedì 20 febbraio 2017

Artemisia Gentileschi: un’artista fuori dal tempo

L’esposizione a Palazzo Braschi di Roma.

di Renato Sales

Maddalena penitente
Artemisia Gentileschi, prima che artista dal talento sconfinato e dalle capacità tecniche raffinate, fu donna di inarrestabile energia, dotata di una volontà risoluta e di un carattere irriducibile. Qualità che le permisero di entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, che la spinsero a imparare a leggere e a scrivere da autodidatta e in età adulta; a suonare il liuto, a frequentare il mondo culturale dell’epoca, a superare le violenze familiari, lo stupro per opera di Agostino Tassi, le difficoltà economiche e a tessere una furiosa storia d’amore col nobile Francesco Maria Maringhi  testimoniata da un epistolario appassionato.
A questo genio della pittura, e della vita, il Museo di Roma dedica la vasta e completa retrospettiva Artemisia Gentileschi e il suo tempo allestita nelle sale di Palazzo Braschi.

venerdì 16 dicembre 2016

Bellotto e Canaletto

Il mondo in cinemascope a Milano, Gallerie d'Italia.

di Renato Sales

Mostra Bellotto e Canaletto
La mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore della luce”, che il museo di Piazza Scala, a Milano, dedica ad Antonio Canal, il Canaletto, e a suo nipote Bernardo Bellotto, si propone per lo meno tre obiettivi. Presentare, per la prima volta, quasi un terzo dei capolavori di Bellotto, altrimenti conservati in istituzioni o in collezioni private disperse nei più disparati angoli della terra. Delineare il “vedutismo veneziano”, che tanto caratterizzò il Settecento. Illustrare le ragioni che fecero di Bellotto e Canaletto i massimi esponenti di quella corrente d’avanguardia. In che modo? Attraverso “lo stupore e la luce”. 
La luce, innanzitutto. Bellotto transita dai toni freddi, azzurro tenue, grigioverdi, verdi freschi delle prime opere, sature di una luce vitrea e malinconica, con un taglio pittorico più incline alla narrazione della vita quotidiana, alla serie di Vedute di Dresda e di Pirna, eseguita per Augusto III, nella quale il colore del cielo, della pietra, dei tetti, delle cose, è rappresentato con piccole “macchie” agili e veloci, animate da toni rossi e rosso-bruni accesi. La luce della luna, in forte contrasto con le ombre, invade gli ambienti. 

domenica 4 dicembre 2016

Colors di Paolo Gotti

La fotografia protagonista a Corte Isolani di Bologna.

di Manuela E. Ottaviani

Paolo Gotti, Colors.
Ad un anno dalla precedente esposizione Crossing Over, l’architetto e fotografo Paolo Gotti torna nello storico ed esclusivo spazio di Corte Isolani di Bologna con un allestimento dove protagonista assoluto è il Colore.
In 40 anni di attività l’artista ha viaggiato attraversando tutti i continenti ed ha osservato il mondo con lo sguardo attento dell’architetto, abile nel riconoscere la struttura di paesaggi e situazioni, ma anche con la acuta sensibilità del fotografo in grado di catturare emozioni e sentimenti. Dal 1985 presenta le sue opere in esposizioni di notevole impatto visivo dove illustra mondi lontani e tematiche umane sempre di notevole interesse. 

lunedì 14 novembre 2016

Natura in Scena

Personale di Costanza Alvarez De Castro allo Spazio Makemake di Roma.

di Giancarlo Arientoli

Melagrana, 2015, cm 50 x 50.
Olio e pastelli a olio su tela.
Il frutto del melograno ha colpito l’immaginazione di molti popoli fin dall'antichità, stimolando miti e racconti che si sono con il tempo sedimentati in una ricca simbologia, patrimonio di più culture, l’ebraica, la greca, l’araba, l’indiana, la cristiana. Simbolo di fertilità e dunque di vita, ma anche di morte e dunque di rinascita, rappresenta bene quel ciclo dell’eterno ritorno che caratterizza la natura, i suoi frutti e le sue creature. 
Rappresenta anche, meglio di qualsiasi altro soggetto, la mostra Natura in Scena, che propone al pubblico la più recente produzione della giovane artista Costanza Alvarez De Castro, per la cura di Giovanni Argan, presso lo Spazio Makemake di Roma fino al 17 novembre. Una mostra con un progetto allestitivo semplice, al contempo accattivante, che pone il visitatore in contatto "fisico" con le opere esposte, quasi ad invitarlo a prendervi parte.

domenica 13 novembre 2016

Monet profeta dell'informale

Alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo

di Renato Sales

Claude Monet a Giverny
davanti allo stagno delle ninfee, 1905
"Le Ninfee" sono un ciclo di 250 dipinti eseguiti da Monet nel giardino della sua casa a Giverny, sulla Senna, negli ultimi trent’anni. Molte di queste opere furono create nonostante fosse stato colpito da cataratta. 
Monet è un pittore “seriale”, nel senso che per rincorrere un soggetto, magari mutevole come l’atmosfera, dipinge con grande rapidità su tele diverse e contemporaneamente. Guy de Maupassant così lo descrive: ”Una volta – racconta lo scrittore - prese tra le mani un temporale che batteva sul mare e lo gettò sulla tela, e quella che aveva così dipinto era proprio la pioggia”. Ancora. Nel ritrarre la Cattedrale di Rouen, Monet comincia una tela al primo mattino e, man mano che la luce varia e l’immagine si modifica, passa alla tela accanto, fino a riprodurre a fine giornata lo stesso soggetto in momenti e tonalità di colore diversi. Produce così alcune “serie” di quadri che raffigurano, oltre alla cattedrale, pioppi, pagliai e, appunto, le ninfee. 
Queste ultime ossessioni, provenienti dagli Stati Uniti, sono ora esposte alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, nel parmense, con il titolo “Quelle ninfee che anticiparono l'Informale”.

venerdì 4 novembre 2016

Picasso images

Le opere, l'artista, il personaggio all'Ara Pacis di Roma.

di Nicolina Bianchi

Picasso images. Le opere, l’artista, il personaggio è la mostra ospitata a Roma fino al 19 febbraio 2017 presso il Museo dell’Ara Pacis. Curata da Violette Andres e Anne de Mondenard, la Rassegna riesce a delineare attraverso esclusive immagini fotografiche il vissuto intimo ed artistico di una figura tra le più emblematiche e significative dell’arte del ‘900. Spirito innovatore e indipendente, sempre avverso a convenzioni o pregiudizi, Picasso che ha considerato ogni sua opera “non un punto d’arrivo ma un evento fortunato, un tentativo”, ha da sempre amato afferrare ogni possibilità di scoprire realtà che segnassero la sua evoluzione creativa con mezzi sempre nuovi e diversificati. La fotografia è stato uno dei mezzi privilegiati per approfondire la conoscenza di un mondo circostante ma anche di un mondo interiore ancor più profondo ed intrigante.
Le fotografie, circa duecento, rappresentano l’importante nucleo della mostra che accoglie anche una notevole selezione di opere grafiche, sculture e dipinti dell Musée national Picasso-Paris.