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giovedì 20 luglio 2017

Epos. Chao Ge, la lirica della luce.

dal Comunicato stampa di Paola Pacchiani.

Il sole, 2001, olio su tela, cm 173x132
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d’Arte in collaborazione con Uniarts, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese.
Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti  di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi
La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare.

giovedì 15 giugno 2017

The Nihility Portrait

Personale dell'artista cinese Liao Pei a Roma.

di Giancarlo Arientoli


Approda a Roma la mostra The Nihility Portrait della giovane artista cinese Liao Pei. Una mostra intensa e introspettiva, "rappresentazione artistica di una teoria filosofica sul tempo, sul sé e sull'immagine", come ci dice la stessa artista. Sono molte le domande alle quali cerca risposte attraverso la sua indagine artistica e che di rimando pone all'osservatore; "Perché esistiamo? Da quando, e quando è nato l'universo? È questa dimensione fisica in cui esistiamo solo un'ombra insignificante di quella virtuale? C'è solo uno specchio tra l'altro Io nel tempo virtuale e il vero Io?". Domande che non sfociano in un pessimismo assoluto ma che trovano, nel fatto stesso di cercare risposte, una via oltre quel nulla esistenzialistico, oltre quell'oblio dell'essere, a cui sembrano condannare l'artista.

lunedì 14 novembre 2016

Natura in Scena

Personale di Costanza Alvarez De Castro allo Spazio Makemake di Roma.

di Giancarlo Arientoli

Melagrana, 2015, cm 50 x 50.
Olio e pastelli a olio su tela.
Il frutto del melograno ha colpito l’immaginazione di molti popoli fin dall'antichità, stimolando miti e racconti che si sono con il tempo sedimentati in una ricca simbologia, patrimonio di più culture, l’ebraica, la greca, l’araba, l’indiana, la cristiana. Simbolo di fertilità e dunque di vita, ma anche di morte e dunque di rinascita, rappresenta bene quel ciclo dell’eterno ritorno che caratterizza la natura, i suoi frutti e le sue creature. 
Rappresenta anche, meglio di qualsiasi altro soggetto, la mostra Natura in Scena, che propone al pubblico la più recente produzione della giovane artista Costanza Alvarez De Castro, per la cura di Giovanni Argan, presso lo Spazio Makemake di Roma fino al 17 novembre. Una mostra con un progetto allestitivo semplice, al contempo accattivante, che pone il visitatore in contatto "fisico" con le opere esposte, quasi ad invitarlo a prendervi parte.

domenica 9 ottobre 2016

Maya. Il linguaggio della bellezza.

A Verona una mostra ricca di storia e di mistero.

di Giancarlo Arientoli

Maschera di giada.
Al Palazzo della Gran Guardia di Verona approda una delle più grandi ed esaustive mostre che siano mai state prodotte sui Maya, con oltre 250 opere provenienti dai principali musei del Messico; sculture in pietra, stele monumentali, elementi architettonici, figurine in terracotta, vasi, maschere in giada, e utensili della vita di tutti i giorni come collane, orecchini, strumenti musicali, vasi e incensieri. Una mostra che cerca di far luce su una delle civiltà più ricche di storia e di mistero attraverso le parole e i testi degli stessi Maya, utilizzando la decifrazione della loro scrittura, e una lettura storico-artistica e non solo archeologica delle loro opere, appartenenti ai tre grandi periodi - pre-classico, classico e post-classico - che dal 2000 a.C. al 1542 d.C. hanno visto fiorire questo popolo.

domenica 2 ottobre 2016

Homo sapiens. Le nuove storie dell'evoluzione umana.

Un’eccezionale mostra che ci racconta da dove veniamo e come siamo riusciti a popolare l’intero pianeta.

di Giancarlo Arientoli

Eva mitocondriale
Il Mudec di Milano, Museo delle Culture, presenta la prima mostra al mondo che racconta la storia dell’umanità attraverso un grande affresco multidisciplinare che racconta con un linguaggio fresco e innovativo le nuove storie dell’evoluzione umana, da dove veniamo e come siamo riusciti, di espansione in espansione, a popolare l’intero pianeta, costruendo il caleidoscopico mosaico della diversità umana attuale. Un progetto internazionale che ha coinvolto le comunità scientifiche, le Università, i Musei e le Istituzioni di Italia, Stati Uniti, Israele, Germania, Francia, Spagna, Australia, Georgia, Sud  Africa. Attraverso una sapiente miscela di linguaggi espositivi, con l'ausilio di numerose istallazioni multimediali, sarà un'esperienza emozionante scoprire come l’umanità che oggi conosciamo si sia formata attraverso continue migrazioni, mantenendo la medesima identità biologica ma creando al contempo quella straordinaria diversità culturale che costituisce una ricchezza preziosa per tutti noi. Accanto a reperti originali provenienti da tutto il mondo, il visitatore troverà modelli in scala reale, installazioni edutainment, passaggi immersivi tra suoni e colori che raccontano le grandi "prime volte" dell'umanità.