domenica 8 aprile 2018

Riflessioni riflesse

Personale dell'artista Luciano Sciommari all'Arte Borgo Gallery di Roma.

di Nicolina Bianchi

Sole d'inverno, 2017, olio su tela, 40x40cm
Un gioco di parole per consacrare, dopo venti anni di assenza da Roma, la nuova sensibilità pittorica e le più attuali riflessioni creative di Luciano Sciommari, in una attuale ed intrigante esperienza espositiva nella sua città d’origine.
Anche in queste più recenti opere l’amore per l’arte è espresso con la stessa intensità di sempre, ma il suo saper leggere i colori e nei colori, il suo intendere i diversificati linguaggi di interpretazione creativa hanno oggi per lui un nuovo carattere.  Sciommari ha avviato con essi uno scambievole rapporto di pensiero e di più moderno sentire, come una nuova percezione visiva della natura.

In questo suo mondo, vissuto da molti anni in mezzo alle meraviglie di un paesaggio che forse soltanto la terra d’Umbria o poche altre può regalare, il pittore riesce a vivere come lontano nello spazio e nel tempo, riesce ad isolarsi, ad osservare, a pensare, e poi a tradurre le sue riflessioni in lirici paesaggi di laghi, di fiumi, di ruscelli, di boschi e sentieri. 

mercoledì 4 ottobre 2017

Corrado Veneziano sbarca in Cina con la personale “Segni”.

Quaranta tele di dimensioni diverse ribaltano e ricombinano un universo visivo quotidiano di segni, simboli, marchi e codici a barre.

di Paola Pacchiani

Coca Cola per Andy, Olio e acrilico su tela, cm 80 x 50, 2016
Successo di pubblico e critica per la mostra di Corrado Veneziano “Segni”, inaugurata alla Galleria Nazionale di Arte Contemporanea di Lanzhou, in Cina, il 2 settembre scorso e in programma fino al 10 ottobre. 
Esposte - in una delle rare personali allestite presso questo spazio, quaranta tele - metà delle quali di grandi dimensioni, realizzate con colori a olio, acrilico o con tecnica mista. Soggetto dei lavori un universo visivo noto a tutti noi e rappresentato, di volta in volta, da simboli, segni quotidiani, marchi di catene, network commerciali, loghi legati all'economia e all'industria, codici a barre e, non ultime, le grandi tele del ‘500 italiano, così tanto conosciute da risultare anch'esse una sorta di marchio.

giovedì 20 luglio 2017

Epos. Chao Ge, la lirica della luce.

dal Comunicato stampa di Paola Pacchiani.

Il sole, 2001, olio su tela, cm 173x132
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d’Arte in collaborazione con Uniarts, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese.
Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti  di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi
La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare.

giovedì 15 giugno 2017

The Nihility Portrait

Personale dell'artista cinese Liao Pei a Roma.

di Giancarlo Arientoli


Approda a Roma la mostra The Nihility Portrait della giovane artista cinese Liao Pei. Una mostra intensa e introspettiva, "rappresentazione artistica di una teoria filosofica sul tempo, sul sé e sull'immagine", come ci dice la stessa artista. Sono molte le domande alle quali cerca risposte attraverso la sua indagine artistica e che di rimando pone all'osservatore; "Perché esistiamo? Da quando, e quando è nato l'universo? È questa dimensione fisica in cui esistiamo solo un'ombra insignificante di quella virtuale? C'è solo uno specchio tra l'altro Io nel tempo virtuale e il vero Io?". Domande che non sfociano in un pessimismo assoluto ma che trovano, nel fatto stesso di cercare risposte, una via oltre quel nulla esistenzialistico, oltre quell'oblio dell'essere, a cui sembrano condannare l'artista.

domenica 4 giugno 2017

Giovanni Boldini

al Complesso del Vittoriano in Roma.

di Nicolina Bianchi

Signora bionda in abito da sera, 1889 ca,
pastello su carta incollato su tela,
cm 220 x 150
Una certa critica vuole Giovanni Boldini, in mostra all'Ala Brasini nel Complesso del Vittoriano in Roma, “bravo, ma banale”. In realtà il pittore ferrarese, rileva il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini nella sua introduzione al catalogo, “fu artefice di una profonda modernizzazione del linguaggio pittorico” tanto da introdurre un nuovo e originale senso di movimento e dinamismo senza rinunciare alla poesia. Di questo ne era assolutamente certa la scrittrice e poetessa americana Gertrude Stein, grande appassionata d’arte, che continuò a considerare Boldini “il miglior pittore del secolo scorso”.

La storia artistica di Boldini è un susseguirsi d’interferenze, convergenze e remixing, dal suo iniziale soggiorno a Firenze (1864) a contatto con il clima risorgimentale e decisamente innovativo del momento. Punto d’incontro di artisti e letterati europei, infatti,  la capitale toscana è stata sicuramente per Boldini una felice occasione di scambi e di reciproche influenze di stili, di tematiche e nuove tecniche. L’incontro anche con l’aristocrazia toscana e le diversificate collaborazioni con Telemaco Signorini, Gordigiani, Banti, Vito D’Ancona, Fattori e dagli altri pittori del Caffè Michelangelo furono certamente essenziali, ma l’artista ferrarese desiderava aprirsi a più ampie esperienze dell’oltralpe europeo e immergersi al più presto in quel clima Parigino che tanto amò rappresentare (descrivere) nelle sue più importanti capolavori. Senza lasciarsi troppo influenzare dai suoi amici “macchiaioli”, infatti, nel 1867 si trasferisce a Parigi.